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Comune di Olmedo

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Ambiente e natura

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Il territorio comunale di Olmedo, di forma irregolare, si presenta assai vario dal punto di vista geomorfologico.
Costituito da due tipi di substrato roccioso: calcare e trachitico, si estende su una superficie complessiva di circa 34 Kmq, che va dagli altopiani vulcanici che si affacciano verso Est sul territorio di Uri ad una quota superiore ai 200 m. s.l.m., fino all’ampia piana di Mamuntanas — Sella e Mosca, che lo confina verso Sud e verso Ovest ad una quota media di circa 20 ÷ 30 m. s.l.m..
Si passa così, in poco spazio, da un paesaggio pianeggiante, costituito da terreni alluvionali, ad un paesaggio collinare che raccorda le alture vulcaniche, fino ad arrivare ad un paesaggio di nuovo pianeggiante sull’altipiano di Sos Pianos, nel settore orientale. E’ proprio in questo settore orientale che troviamo le quote più elevate, con i 236m. di Monte Rosso e i 238 m. dell’altopiano di Pischina Manna dai quali si domina gran parte della pianura della Nurra, il golfo dell’Asinara e il golfo di Alghero e Fertilia.
Importante sottolineare la presenza nel sottosuolo del territorio di Olmedo (unico in tutta la Sardegna) della bauxite, minerale pregiato e tuttora estratto nella miniera di Graxioleddu.

L’idrografia. L’idrografia superficiale del territorio di Olmedo è fortemente caratterizzata dalla presenza a Ovest del Rio Sardino-Su Mattone, cioè di un corso d’acqua a carattere permanente, e a Sud-Est dal Rio Medadu che presenta invece un tipico regime torrentizio stagionale. Il territorio comunale è, per così dire, contenuto nell’abbraccio di questi due corsi d’acqua che nascono entrambi nell’altopiano di Su Cuile de sos Porcos e alla fine del loro percorso verso Sud si uniscono, proprio sul limite del territorio comunale, dando inizio al Rio Sassu. Si tratta di corsi d’acqua, fortemente condizionati dalle precipitazioni atmosferiche che presentano quindi un regime variabile caratterizzato da forti piene e da estreme magre.
Sulla sommità dell’altopiano di Sos Pianos, la morfologia pianeggiante e la natura del substrato favoriscono, durante le stagioni piovose, la formazione di ampie aree di ristagno idrico, che danno origine a zone umide ed a veri e propri laghetti a carattere stagionale, che prendono localmente il nome di “pischinas”.

 

La flora. Dall’osservazione della carta fitoclimatica della Sardegna si evince che buona parte del territorio è compreso in un area costituita dall’orizzonte mesofilo della foresta del leccio (quercus ilex) e della sughereta (quercus suber). Piuttosto diffusa è la macchia mediterranea, ovvero formazioni vegetali sempreverdi di altezza inferiore ai 4 metri, i cui principali elementi costitutivi sono: il lentisco, la fillirea, il corbezzolo, l’oleastro, l’erica arborea, l’erica scoparia, il ginepro, i cisti, l’alaterno. il viburno, la calicotome spinosa e il mirto. Quest’ultimo è molto diffuso nel territorio di Olmedo ma troviamo anche altre piante caratteristiche quali: la palma nana, l’alloro, il caprifico, il carrubo, l’euforbia, la ginestra, l’oleandro, l’olivastro, l’olmo, il perastro ecc.

La fauna. Fra le specie animali tipiche si possono annoverare: il cinghiale, la volpe e la lepre; e uccelli quali la tordela, il falco grillaio, lo sparviero e il grifone; inoltre le sponde dei maggiori corsi d’acqua, offrono ospitalità ad anatre, germani reali, alzavole, moriglioni, marzaiole, mignattini e gabbiani comuni.
Il clima. In relazione ai diversi fenomeni climatici registrati nella nostra regione, il territorio è compreso nella fascia isolana col clima definito “temperato caldo”, che prevede inverni quasi sempre miti, primavere irregolari, estati in prevalenza moderatamente calde con tendenza all’afosità, e autunni in cui persistono temperature alte rispetto alle medie nazionali del periodo.

Le temperature. In questo ambito territoriale la vera stagione calda inizia nel mese di giugno, in cui si registrano temperature medie spesso superiori ai 20°. Il periodo più caldo è compreso nei mesi di luglio e di agosto, quando la temperatura supera ovunque, anche nelle montagne, i 20°. La temperatura si mantiene elevata sino all’autunno inoltrato, mentre dalla seconda metà di novembre si registra un progressivo abbassamento delle temperature medie, anche se queste restano quasi sempre intorno ai i 10°; bisogna però attendere dicembre per entrare nella vera e propria stagione invernale.
I venti. L’aspetto che accomuna quest’area a tante altre della nostra Isola è rappresentato dall’imperversare in tutte le stagioni del maestrale: un vento che soffia, spesso violentemente, in direzione nord-ovest, provenendo dal Golfo del Leone. Proveniente da occidente è assai frequente e violento il ponente, che porta le piogge. Con direzione sud-ovest spira il libeccio, anch’esso portatore di piogge. La tramontana (nord) e il grecale (nord-est) hanno la caratteristica di essere meno frequenti e poco umidi, apportano fresco d’estate e freddo d’inverno dando origine a giornate limpide e luminose durante il mese di gennaio. Da est e da sud-est giungono rispettivamente il levante e lo scirocco; in particolare quest’ultimo (detto Bentu Saligaresu), che all’origine è asciutto, essendo costituito da masse d’aria calda desertica, si carica di umidità passando sul mare e portando quindi alla Sardegna aria calda e umida, talvolta intorbidita dalle polveri desertiche.

E’ interessante sapere che Olmedo è uno dei centri di rilevamento dei dati climatici del S.A.R.
Infatti nel paese è ubicata una cosiddetta capannina metereologica che consente un monitoraggio quotidiano dei principali elementi climatici (temperatura, piovosità, venti, ecc.). Questi dati, di notevole utilità per le moderne aziende agricole, sono consultabili direttamente sul sito www.sar.sardegna.it
Fonti:
• “Piano Urbanistico Comunale” — Ufficio Tecnico Comunale Olmedo
• “Le tradizioni popolari dei paesi del Gal-Coros” di C.Mesina)

 
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