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Comune di Olmedo

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Successo per la “compagnia minoreddos”

Cultura
12 settembre 2006
La commedia “Il Vecchio Olmo – Sa gelateria”, scritta dal prof. S. Patatu e dall’ins. G.Orlandi e magistralmente messa in scena dall’esordiente “Compagnia Minoreddos” della Scuola Primaria di Olmedo, racconta uno spaccato di vita della comunità olmedese negli anni ’60.
La prima rappresentazione è avvenuta a Marzo nei locali della scuola in occasione dell’inaugurazione della nuova biblioteca scolastica “Librolandia”, alla presenza delle Autorità Scolastiche e dell’Ente Locale. Il gradimento della “prima” è stato tale da richiedere il bis, infatti, alla chiusura dell’anno scolastico si è replicato nella sala dell’Auditorium del Centro Sociale del Comune.
Ma visto il successo riscontrato nelle precedenti rappresentazioni, la commedia è stata riproposta ancora una volta nell’ambito del programma “I colori dell’estate Olmedese” nella piazza Giovanni XXIII dove sono accorsi numerosissimi spettatori ad applaudire i piccoli e bravi attori.

Il lavoro “Il Vecchio Olmo” è il risultato del progetto: “Le nostre radici”, che è stato curato dalla responsabile ins. G. Orlandi, insieme ai docenti: G. Costantino, G. Deriu, C. Sanna, R. Salaris e la professionalità del prof. S. Patatu. (esperto in lingua sarda). Gli obiettivi proposti erano quelli di guidare gli alunni, delle varie classi, verso la conoscenza della loro lingua e identità culturale, favorendo in loro, con un approccio dinamico e creativo, la padronanza della lingua minoritaria, le conoscenze grammaticali storico-linguistiche ad esse correlate, le conoscenze storico-culturali relative alla loro comunità, sperimentare nuove forme di acquisizione del sapere e acquisire abilità nell’utilizzo della lingua sarda nella parlata locale.
Racconti con i nonni degli alunni, ricerche storiche, escursioni, visione di filmati della Rai nella Biblioteca Comunale riguardanti il territorio di Olmedo, hanno posto le basi per ricreare il contesto storico relativo agli anni ’60-70.
Dalla ricerca è scaturito che quello è stato un periodo di vera rivoluzione sul piano economico, sociale, culturale artistico e musicale. L’Italia ripresasi dall’ultimo conflitto mondiale è, finalmente, in pieno boom economico e tutto ciò favorisce in Sardegna l’afflusso di turisti provenienti dal continente e dall’estero. Olmedo, situato nella piana della Nurra è un luogo di passaggio per le persone provenienti da Alghero, da Portotorres, e da Sassari. E’ il tempo di Adriano Celentano con il rock e il twist, dei Bertas, dei Barritas (complessi musicali nostrani), dei Beatles con i loro capelli lunghi e delle mini gonne di stile courréges (bianco-nero) che tanto piacciono agli adolescenti dell’epoca ma spesso criticati dagli anziani del paese.
Anche la scuola mostra i suoi cambiamenti, il Ministero della Pubblica Istruzione resosi conto dell’alto grado di analfabetismo impone, con i suoi programmi, l’abbandono della lingua d’origine soprattutto i dialetti: “sa limba nostra”. Ogni alunno, a detta delle maestre, deve parlare solo l’italiano, perché è solo quella la lingua ufficiale. Si può immaginare quale scompiglio ne deriva sia per i genitori, che a casa continuano a parlare “sa limba” dei loro padri, sia per gli stessi bambini che a scuola devono tradurre il loro sapere in una nuova lingua, ne consegue un italiese (italiano+olmedese) per niente gradito alle insegnanti e…….giù bacchettate.

Anche la comunità di Olmedo vive le novità e le contraddizioni proprie di quel periodo nel quale si è voluto ambientare la commedia.
In quegli anni, come in ogni piccola comunità, anche Olmedo aveva i suoi “logos de recreu”: come “SA GELATERIA”, attualmente chiamato “IL VECCHIO OLMO” gestita ora come allora da su “buttighinaiu” il signor Chiarino. E’ in questo “buttighinu” che, “la Compagnia Minoreddos dell’arte povera molto instabile della Scuola Primaria di Olmedo”, presta la sua opera.
È in una giornata afosa di ferragosto che si svolge la scena: mentre su padronu Chiarinu è dietro il banco, sa servidora Forica spazza, un cliente legge il giornale e quattro amici giocano a carte entrano sos furisteris: unu sussincu, unu porthuturresu, duos s’aligaresos, un’inglesa e una napulitana.
Dai dialoghi de sos s’ulumedesos si capisce chiaramente qual è la tematica affrontata: il rischio per la comunità sarda, di perdere la propria identità storica-culturale a favore della lingua nazionale.

La scuola Primaria di Olmedo, già da alcuni anni, ha inserito nel POF progetti e attività orientate alla valorizzazione della lingua e della cultura sarda affiancandole al curricolo per arricchire l’offerta formativa.

Vedi nella pagina INIZIATIVE alcune immagini della commedia.



 
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