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Sa festa de maju: olmedo onora la sua patrona nostra signora di talia

Cultura
27 aprile 2007
“Già chi sezis Salvadora, Bois salvedenos Mama! Succurride a chie bos giamat de Talia Nostra Signora”
Con queste parole, che rappresentano il toccante inizio dei "Gosos" in onore della Madonna di Talia, Patrona di Olmedo, composti nel 1800 dal poeta locale Tiu Zuseppeddu Tidore, gli olmedesi sono abituati a rivolgersi alla Santa Vergine. Il sacro vincolo fra Olmedo e la Madonna di Talia ha radici antichissime. Quel vincolo si esprime attraverso il costante affidamento degli olmedesi alla premurosa intercessione della loro Madre Celeste. A quel vincolo rimanda la tradizione, plurisecolare, di dedicare, all’esordio del mese mariano, il solenne svolgimento delle celebrazioni religiose e dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima.

I festeggiamenti sono organizzati da un comitato di fedeli con la supervisione del Parroco, che sceglie, in seno al comitato, l’obriere (oberaju), cui spetta la presidenza del comitato e il coordinamento delle diverse fasi organizzative: la questua in tutte le case del paese accompagnata da un piccolo simulacro della Madonna, l’articolazione del programma, i rapporti con le istituzioni, lo svolgimento delle cerimonie religiose e delle manifestazioni di spettacolo. Il mandato di obriere è molto ambito in paese. Di norma concorrono ad assumerlo coloro che intendono sciogliere un voto (prommissa) nei confronti della Santa Patrona. Si tratta di un incarico che comporta notevoli responsabilità ma anche il grandissimo onore di rappresentare l’intera comunità olmedese idealmente riunita davanti alla Madonna di Talia. Quest’anno la scelta del Parroco Don Bernardino Murgia è ricaduta sulla Signora Tina Demontis che, coadiuvata dal marito Tino Cubeddu e dagli altri componenti del comitato, ha approntato un impeccabile e nutritissimo calendario.

La tradizione della festa si rinnova anno dopo anno. Vogliamo ancora ricordare che l’antica Ulumetum, sede di curatoria nel periodo medioevale, saccheggiata e completamente rasa al suolo dai saraceni nel 1540, si ripopola proprio intorno alla Chiesa Romanica dedicata a Santa Maria di Ulumetum, risalente al XII° secolo. Quel lento ripopolamento, partito proprio dalla Via della Chiesa (Carrela ‘e cheja), è la dimostrazione di una ferrea volontà di rinascita posta sotto la protezione della Vergine Maria, eletta, forse intorno all’anno 1100, a veneratissima Patrona di Olmedo, sotto il titolo di Nostra Signora di Talia.

E ancora oggi Olmedo invoca la protezione della Madonna di Talia: “Succurride a chie bos giamat de Talia Nostra Signora”.

Anche quest’anno dunque sono previste solenni manifestazioni religiose e civili che troveranno il loro culmine nella giornata del 1° Maggio con l’intonazione dei Gosos e la processione del simulacro della Santa Vergine nelle vie del paese.
Particolarmente viva, nel sentimento popolare, la celebrazione dei Vespri Solenni. La giornata della vigilia (su pepperu), il 30 aprile, è dedicata, in tutte le case, agli ultimi febbrili preparativi per celebrare degnamente “Sa die de Sa Festa”. Si approntano il pane (pane russu – tundittos – pane oltadu in telu) e la pasta tradizionali (culinzones – alisanzas), i dolci tipici (biscottos – amarettes), le carni e vini.
Il primo maggio (Sa primma die ‘e maju) è la giornata delle manifestazioni più importanti, sia dal punto di vista religioso che civile. Grandissima è l’emozione che accompagna, subito dopo l’intonazione dei Gosos l’uscita del simulacro della Madonna dalla Chiesa Parrocchiale. La Madonna di Talia, con il suo passaggio fra le vie di Olmedo, rende visita ai suoi figli.
Da registrare l’altissimo numero di visitatori che si riversano su Olmedo dai centri vicini, giovandosi della ricorrenza della Festa del Lavoro. Soprattutto dalla Città di Alghero, giungono a migliaia i fedeli per rendere onore alla Madonna di Talia.
Il giorno 2 maggio, (Su diffattu), è da sempre, una giornata di festività più intima e raccolta, con una minore partecipazione di forestieri (“istranzos”). Per questo motivo la giornata del 2 maggio è tradizionalmente indicata come la Festa degli olmedesi (festha de sos sulumedeso). Anche questa definizione testimonia l’elevata valenza dei festeggiamenti come occasione di solidarietà e ospitalità. Nelle giornate della “festa” infatti le case degli olmedesi si aprono agli amici dei centri vicini, quasi a voler condividere con gli ospiti la grande gioia dell’incontro con Maria, nel segno di una devozione popolare che non conosce tramonto.

Buona Festa a tutti

Nella pagina AVVISI è disponibile il programma dettagliato delle Celebrazioni Religiose e delle Manifestazioni Civili con l’itinerario delle processioni.



 
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