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Comune di Olmedo

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Olmedo gemellate: dae duos coros.... unu

Cultura
4 settembre 2006
In una atmosfera di straordinaria commozione si è tenuta a Olmedo venerdì primo settembre alle ore 17.00, davanti al Consiglio Comunale convocato in seduta solenne, la cerimonia della pubblica sottoscrizione dell’Accordo di Gemellaggio fra il Comune sardo e l’omonimo Ayuntamiento de Olmedo in Spagna.
Risplendeva, all’interno della sala consiliare, il simulacro di Nostra Signora di Talia, veneratissima Patrona di Olmedo, tradizionalmente conservato nell’abside della Chiesa Romanica, intitolata a Santa Maria di Ulumetum, risalente al secolo XII e segno indelebile della antica nobiltà della comunità olmedese. In relazione alla eccezionale rilevanza dell’evento e, ancora di più, in ragione della circostanza che anche la Olmedo spagnola riconosce come Patrona la Santa Vergine Maria, il Parroco Don Bernardino Murgia ha acconsentito allo spostamento del simulacro per il tempo necessario allo svolgimento della cerimonia. Presente, a fianco delle bandiere italiana, europea e sarda la bandiera spagnola. Esposti anche i gonfaloni delle due municipalità sotto la guardia d’onore del Comandante della Stazione dei Carabinieri M.llo Bartolomeo Cubeddu, del Comandante della Polizia Municipale Salvatore Pinna, in alta uniforme come il suo coadiutore Enrico Cacciotto, del Comandante della Compagnia Barracellare Francesco Masala e del Barracello Paolo Bellinzis.

Nel suo iniziale indirizzo di saluto il Sindaco Luigi Ruiu ha rivolto il cordiale “benennidos” alla delegazione castigliana guidata dall’Alcalde Alfonso Centeno Trigos: “Con il gemellaggio si realizza un sogno lungamente inseguito da generazioni di olmedesi”. Alle toccanti parole del primo cittadino olmedese ha fatto eco il suo omologo “olmedano”: “I sogni a lungo accarezzati, una volta realizzati, rendono ancora più bella la realtà”. L’Assessore alla Cultura Gabriella Isoni ha quindi svolto una articolata relazione per illustrare le motivazioni che hanno indotto i due Enti a concludere l’importante “Acuerdo de hermanamiento”. Nonostante la comprensibile emozione l’Assessore Isoni ha ripercorso con impeccabile chiarezza tutte le fasi preparatorie e conclusive dell’accordo di gemellaggio. Significativo il richiamo alla finalità che tale accordo dovrà mantenere: ”Il nostro accordo, che ci piace definire, patto di fratellanza, non è un semplice atto burocratico fra due enti ma un seme di solidarietà e mutuo sostegno fra due comunità dalle molteplici e rilevanti affinità elettive”. L’Assessore Isoni ha evidenziato che entrambi i Comuni sono alla prima esperienza di gemellaggio :“E’ inoltre forse la prima volta che in Europa avviene un gemellaggio fra due Comuni, che alle tante corrispondenze simboliche, storiche, linguistiche e religiose, affiancano una identica denominazione: Olmedo”.
L’Assessore Isoni, dopo avere brillantemente illustrato i contenuti principali dell’accordo di gemellaggio (approvato all’unanimità nella seduta del 28 agosto dall’intero Consiglio Comunale) ha concluso, senza nascondere la sua trepidazione e il suo orgoglio di olmedese, auspicando che la sottoscrizione del patto apra una stagione di stimolante confronto e alacre operosità per le cittadinanza affratellate.

Dopo le graditissime espressioni di augurio del Sig. Prefetto di Sassari, Dr. Salvatore Gullotta e del Vice Presidente della Provincia, Dr. Franco Borghetto è spettato al Presidente della Camera di Commercio di Sassari, Dr. Gavino Sini, olmedese di origine, concludere le comunicazioni delle Autorità Civili e Politiche invitate a testimoniare all’avvenimento.

Il testo dell’accordo è stato predisposto dal Segretario Comunale e Direttore Generale del Comune sardo Dr. Antonino Puledda, anch’egli apparso visibilmente turbato in diversi momenti della seduta, in quanto olmedese per nascita e per residenza da innumerevoli generazioni.

Alla presenza dei citati testimoni e degli ospiti il Cavalier Ruiu e l’Alcalde Centeno Trigos hanno pubblicamente sottoscritto, fra gli applausi della popolazione, l’artistica pergamena che riporta i contenuti essenziali dell’accordo. Il documento, sempre vergato dal Dr. Puledda, contiene anche il dovuto richiamo alle antiche memorie dei due Comuni: la Ulumetum sarda, capoluogo di Curatoria in epoca giudicale e Olmedo “la famosa”, terra spagnola del Caballero di Lope de Vega. Il Sindaco Luigi Ruiu, da oltre 40 anni residente a Olmedo, ha trattenuto a stento la sua intensa emozione al momento della lettura della frase conclusiva della pergamena: “Con i medesimi sentimenti confermiamo solidali che il patto di fratellanza oggi sottoscritto fra i due enti deve costituire: preciso riferimento nel cammino che le Comunità di Olmedo, in Sardegna e in Spagna, compiranno in spirito di fraternità, nella vicendevole ospitalità e nel mutuo perenne sostegno sotto la protezione della Vergina Maria.”

Della pergamena è stata, subito dopo, data lettura, in lingua spagnola, dall’Alcalde Don Centeno Trigos.

Il testo della pergamena si sviluppa su uno sfondo che riporta i sublimi contorni della Chiesa Romanica del secolo XII dedicata a Santa Maria di Ulumetum, “Sa Cheja ‘ezza”, luogo, nobile e purissimo, dell’anima olmedese. In evidenza anche il celeberrimo modellino di Nuraghe Polilobato, di epoca remotissima, ritrovato a Olmedo e custodito presso il Museo Sanna di Sassari. Attraverso tale simbologia il Dr. Mario Corrias, efficientissimo responsabile dell’Area Socio Culturale e Loredana Marongiu, preziosissima bibliotecaria, hanno voluto evidenziare, sia l’elemento fondativo della identità locale sia il riverbero dello straordinario patrimonio archeologico, storico e culturale della comunità locale.

Grandissime emozioni si è detto. Ma una emozione ancora più intensa ha avvolto il foltissimo uditorio allorquando il Sacerdote olmedese Don Giampiero Piras, (anch’egli erede di una della più antiche famiglie del paese) ha impartito la sua benedizione alle comunità affratellate. Don Giampiero, ieraticamente rivestito dell’abito talare preconciliare, ha voluto cingersi della stola appartenuta al compianto Don Angelino Carboni, illustrissimo figlio di Olmedo e amatissimo Sacerdote, crudelmente strappato all’Altare da mano assassina nel 1948. Don Giampiero ha voluto rendere omaggio all’insigne concittadino proponendo alle due Olmedo l’esempio del suo sacrificio quale ineguagliabile modello di carità, di dedizione, di solidarietà.
Don Giampiero ha concluso invocando la protezione della Vergine Maria, il cui culto è molto vivo in entrambe le comunità.

Seppure fra qualche inevitabile momento di confusione, principalmente dovuta alla tensione per il complesso cerimoniale e per la dilagante commozione, si è arrivati all’augurale scambio dei doni. In totale sintonia con una delle peculiari finalità del gemellaggio, in relazione alla promozione delle diverse ricchezze e produzioni del territorio, il Comune di Olmedo, oltre alla targa ricordo, ha proposto una multicolore e raffinata sequela di tesori dell’artigianato locale, gli sgargianti “gioielli di pane”, una riproduzione, sempre realizzata con il pane, dello stemma del Comune, una delicata rappresentazione del ballo sardo tramite uncinetto, artistici piatti. La Olmedo spagnola ha presentato una meravigliosa targa raffigurante una delle sette chiese della cittadina: quella dedicata a Sant’Andrea, primo fra gli apostoli di Cristo. Alla base della “placa” la dicitura “ Que la similitud de nuestros blasones quede plasmada en la identidat de nuestro espiritual y eterno hermanamiento” (Affinché la similitudine dei nostri stemmi, possa trasformarsi, nella identità del nostro spirituale ed eterno affratellamento), opera del Concejal Antonio Sastre Martin, componente della delegazione spagnola, Assessore alle Opere Pubbliche e al Personale nell’Ayuntamiento castigliano. I doni sono stati presentati ai due primi cittadini da due splendide coppie di giovani olmedesi in abbigliamento tradizionale: Giovanni Spanedda e Elena Sini, Gabriele Costa e Angela Dettori.

Durante la cerimonia ha assicurato la traduzione simultanea per le delegazioni e per il pubblico la giovane “squadra” olmedese di interpreti: D.ssa Maria Vittoria Marongiu, D.ssa Serena Pintore, Bruno Cattari, Flavia Muroni, Carlos Dessole e Gabriella Gadedddu, nipote di Don Carboni. La d.ssa Marongiu ha curato la traduzione in castigliano di tutti gli atti ufficiali.

Al fine di rendere omaggio alla Madonna e alla Comunità Parrocchiale le autorità, accompagnate dai gonfaloni delle due municipalità, hanno lasciato la sala delle adunanze consiliari per dirigersi, attraverso la dolce erta di Carrela de Chegia verso la Chiesa intitolata a Nostra Signora di Talia.
Nella meravigliosa luminosità che introduce al tramonto, il simulacro della Vergine Maria, sostenuto da Andrea Puledda e Francesca Nonne, fierissimi quindicenni olmedesi in abito tradizionale, ha sostato innanzi alla Chiesa Romanica, nel tripudio ritmato dei Tamburinos di Gavoi, nella rutilante e variegata cornice dei fiammanti abiti della tradizione gavoese del gruppo S’Isprone e di quelli, più sobri, della tradizione olmedese, indossati dalle citate coppie e dai componenti del Coro Polifonico Olmedese “Incantos”.
Fra due ali di folla festante il corteo si è mosso verso la Chiesa Nuova. Qui, Don Giampiero Piras, dopo aver fatto deporre il simulacro della Vergine sull’altare maggiore, ha rivolto, anche a nome del Parroco, il benvenuto della Comunità Parrocchiale ai fratelli spagnoli e ha invitato il Coro Polifonico “Incantos”, diretto dal M.° Dr. Dario Pinna, a eseguire, in segno di ringraziamento alla Vergine Maria, per il dono dell’affratellamento fra le due Olmedo, “Sos Gosos de Nostra Signora de Talia”. Dopo aver nuovamente rivolto l’implorazione a Maria Santissima affinché mantenga la sua materna premura sugli olmedesi e sugli olmedani, Don Giampiero ha intonato ancora una volta “Sos Gosos”. Il canto dei fedeli ha fatto riecheggiare, da un capo all’altro della vasta navata della Chiesa una armoniosa e fervida preghiera: “Già chi sezzis Salvadora Bois salvadenos Mama, succurride a chie bos giama’ de Talia Nostra Signora”.
Il corteo, sempre preceduto dai gonfaloni, ha ripercorso “carrela de Cheja” sospinto dalla brezza serotina che soffiava attraverso “Caminu de Corrias” e il Piazzale Panoramico “Giovanni Paolo II°”.

Di fronte alla Chiesa Romanica i due primi cittadini delle due comunità gemellate hanno tagliato il nastro inaugurale della V^ Edizione di Olmedo Produce: Fiera delle Arti e dei Mestieri Tradizionali.

Nella sala consiliare, gli interventori alla parte pubblica cerimonia, annunciati dal Segretario Comunale, hanno quindi apposto la loro sottoscrizione sull’atto di gemellaggio, predisposto in due originali, in lingua italiana e in lingua spagnola. Hanno via via firmato, oltre agli illustri testimoni, il Vice Sindaco di Olmedo, Gianni Monti, gli Assessori Comunali Gabriella Isoni, Gianfranco Muroni, Stefano Piras, il capogruppo consiliare Giovanni Daga e i suoi colleghi consiglieri comunali Dr. Tony Faedda, che riveste anche la carica di Consigliere Provinciale, Prof.ssa Antonella Salaris e Barbara Contini. Sono seguite le firme del capogruppo consiliare Geom. Marcello Diez e dei consiglieri comunali Maria Elena Pinna, Mirko Ferralis e Gian Mario Piras. Per la Olmedo castgliana oltre all’Alcalde hanno firmato il Teniente Alcalde (vice sindaco) Dona Maria Rosario Herrero Trigos e il Concejal de Personal y Servicios (assessore comunale) Antonio Sastre Martin. Hanno altresì sottoscritto l’atto Don Giampiero Piras e l’Assessore Provinciale al Turismo Dr. Marco Di Gangi. La fede pubblica della sottoscrizione è stata assicurata per la delegazione spagnola dal Secretario/Interventor dell’Ayuntamiento de Olmedo Don Gerardo Villasol. Parimenti per la delegazione locale l’ufficialità e stata garantita dal Segretario Comunale di Olmedo Dr. Antonino Puledda.

L’incantevole architettura della Chiesa Romanica ha accolto la parte conclusiva della cerimonia. Davanti all’altare il Sindaco Luigi Ruiu si è unito ai suoi colleghi del Coro Polifonico Incantos: fra i quali Costantino Spanedda, Peppino Demontis, Luigi Ibba, Francesco Sannia, Eugenio Muroni, Antonello Isoni, Antonio Deriu, la D.ssa Sara Ibba, Rita e Maria Spanedda, Maria Talia Tinteri, Ignazia Pinna, Loredana Marongiu, Antonella Casu, Maria Teresa Soddu, Silvia Usai, Maria Teresa Ruiu, Caterina Biccheddu, Maria Assunta Isoni, Antonella Carta Mantiglia. Sotto la direzione di Dario Pinna il Coro ha magistralmente interpretato due stupendi brani della tradizione sarda: Su olu de s’astore e Nanneddu meu. Fra le due esecuzioni, il Sindaco e l’Alcalde Centeno Trigios hanno sottoscritto sull’altare maggiore l’atto che contiene tutti gli accordi di gemellaggio.
A seguire, come da tradizione, la richiesta di bis del Segretario Comunale. Il Coro Incantos ha eseguito Non poto riposare.
In una Piazza Nostra Signora di Talia accarezzata dalla luce dorata della luna il Coro Polifonico, accompagnato dai Tamburinos di Gavoi, si è accommiatato dalle delegazioni con le possenti cadenze della Danza di Desulo.

In una radiosa serata di fine estate l’antica e fiera Ulumetum si è dunque unita in un patto di fratellanza con la altrettanto nobile e antica Olmedo spagnola.
Le due Olmedo si sono giurate amicizia eterna: Dae duos coros ... unu.



 
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